Rosetta loy racconta l'amicizia di Giuseppe Loy con Burri e Afro (12 minuti)

Per Alberto Burri

 

Vivere più di quanto tu non mostri

nelle brevi suture dei tuoi sacchi

nei neri torti in un preciso orrore

 

nei grandi bianchi spaccati dall’arsura

 

o fermarsi stremati

                       e non morire.

Questa è la tua lezione

amico caro di un’età che è morta

con gli enigmi banali e i suoi pudori ?

 

Mi dici con affetto – e tu ci vivi –

che la vecchia saggezza è noncuranza

per il mondo che incombe e i suoi furori.

 

Vivo sperando sia, ma forse sbaglio,

un segno di viltà dell’esistenza.

Da Giuseppe Loy, “I versi e la tagliola”,

Ubaldini Editore, 1993.